Ricette di arrosti natalizi

Secondi di Natale: 20 arrosti farciti con ripieno

Ricette di arrosti natalizi

Hai già pensato al tuo menù per il pranzo di Natale? Se, anche quest’anno, hai deciso di puntare sul menù tradizionale dove la carne fa da padrona, un classico secondo è l’arrosto,…meglio ancora se farcito! Se l’arrosto classico è considerato il re indiscusso delle tavole delle feste o della domenica in famiglia, l’arrosto farcito non è da meno: sono arrosti con sorpresa, fatti di carne di ogni tipo (vitello, di manzo, agnello, tacchino, cappone, anatra, faraona o coniglio) che avvolge un ripieno ricco e gustoso che può essere di verdure, con i funghi, con il formaggio o la frutta di stagione! Mela  o l’uva o prugne secche sono un classico abbinamento con la carne di maiale. Ti ho convinta a preparare l’arrosto farcito per il giorno di Natale?

Non sei sicura che il tuo l’arrosto farcito ti verrà ben cotto, tenero e saporito? Non preoccuparti,  ti basterà seguire poche e semplici regole generali, valide anche per tutti i tipi di arrosto e... il successo è garantito! Ma, se scegli qui di seguito la ricetta di un arrosto che ti piace, Donna Moderna non ti lascia certo da solo! Però, prima di iniziare la preparazione dell'arrosto, c’è una cosa da sapere: le ricette per preparare l'arrosto farcito sono quasi tutte elaborate e, per cuocerlo a puntino, ci vorrà parecchio tempo. Ma, se non vuoi perdere l’occasione di fare un bel figurone con i tuoi ospiti a Natale, puoi cominciare a preparare il ripieno il giorno prima…in questo modo hai tutto il tempo di completare la ricetta dell'arrosto farcito , concentrata e senza fretta, bagnando la carne di tanto in tanto con il fondo di cottura, o , brodo di carne, o di verdure, caldo, girando l'arrosto su tutti i lati per rendere uniforme la cottura.

La legatura dell’arrosto

Per gli arrosti o i rollè, una fase fondamentale è la legatura della carne che permette all'arrosto di mantenere la forma e non far uscire fuori  il ripieno durante la cottura. Puoi usare sia lo spago per alimenti sia la rete elastica, ma molto stretta. Altrimenti, se hai puntato dal tuo macellaio di fiducia un bel pezzo di carne bello polposo, per poter fare una tasca oppure un cappone o una faraona , puoi cucire la carne con ago e spago da cucina, là dove serve, per non disperdere il ripieno.

La cottura dell’arrosto

Quando parliamo di arrosto, il più delle volte pensiamo alla pietanza, ma per essere precisi, il termine “arrosto” è generico: è un metodo di cottura della carne caratterizzato da due momenti fondamentali. Il primo è la rosolatura, in cui la temperatura deve essere elevata per permettere la formazione della "crosticina" sulla superficie della carne (reazione di Maillard). La crosticina è fondamentale per gli arrosti, perché conserva i succhi interni della carne, necessari ad affrontare il secondo momento fondamentale: la cottura vera e propria della carne, che comporta tempi lunghi e temperatura meno elevata di prima, che sia al forno, in padella o la classica casseruola!

Come tagliare l'arrosto

Per evitare che al taglio le fette si rompono o si sbriciolino disastrosamente, esiste un metodo efficace e semplice per farlo in modo che la carne dell'arrosto o del polpettone diventi solida e compatta e ti permetta di tagliare le fette delle dimensioni che vuoi tu, senza alcun problema. Completata la cottura della carne, tira fuori l’arrosto, caldo e ancora legato, e avvolgilo in un foglio di carta stagnola. Lascialo riposare nel cartoccio per almeno 30 minuti: in questo modo i succhi della carne si riassorbano e l'arrosto si compatta. Trascorso il tempo di riposo, elimina il cartoccio e la legatura dalla carne e procedi al taglio delle fette usando un semplice coltello ben affilato. Un altro metodo è quello di lasciare raffreddare l’arrosto in frigo per almeno 24 ore prima di tagliarlo, poi scaldarlo al momento di servirlo.

Non ti resta che leggere la raccolta di riette per i secondi di natale di Donna Moderna: una raccolta di 20 ricette di arrosti farciti dal gusto unico e spettacolare che vale la pena di provare almeno una volta: a Natale!