Parfè di mandorle con salsa al cioccolato

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Parfè di mandorle con salsa al cioccolato


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    150 g di mandorle pelate
    200 g di zucchero di canna
    3 uova
    3 dl di panna fresca da montare
    essenza di mandorle amare
    Per la salsa di cioccolato:
    50 g di cacao amaro in polvere
    1 cucchiaino di zucchero
    1/2 cucchiaino di maizena
    1/2 dl di acqua
    1 tazzina di caffè ristretto

    Sono un'appassionata di libri gialli. E prediligo quelli che hanno per protagonisti dei detective buongustai. Sarà
    perché mi sembrano più umani. O perché mi sorprende sempre scoprire che, in mezzo a storie di cadaveri, il piacere e
    il gusto della vita resistono. Così, non mi sono persa nessuna avventura (e manicaretto) di Pepe Carvalho, l'eroe del
    grande giallista spagnolo Manuel Vasquez Montalban, e mi sono appassionata persino alle imprese culinarie della sempre
    depressa Kay Scarpetta, la dottoressa di Patricia Cornwell. Ma il mio preferito è il commissario Montalbano di Andrea
    Camilleri. Lui che, quando siede a tavola, riesce a comunicare al lettore tutto il godimento di una frittura di
    trigliette o di un piatto di sarde in beccafico. E proprio in un'avventura raccontata ne La prima indagine di
    Montalbano (Mondadori) mi ha incuriosito un misterioso "parfè di mènnule", che il nostro personaggio si "sbafa"
    letteralmente a casa di una vecchia signora. Ne ho scovato la ricetta originale in un libro di cucina siciliana. E ho
    scoperto che si tratta del semifreddo di mandorle (in dialetto siciliano parfè, dal francese parfait, perfetto).
    Mi cimento nell'arte del semifreddo
    Raramente ho preparato questo genere di dolci. Temevo di non riuscire a farli gelare
    nel modo giusto. E poi, con la panna e tutte quelle calorie... un vero e proprio attentato alla linea! Ma ci sono
    peccati di gola che, una volta tanto, valgono la pena. Bene, allora cominciamo. In un tegame metto circa 100 g di
    zucchero (ne uso uno di canna del commercio equo solidale. E' meno dolce di quello raffinato e ha un profumo pieno e
    delizioso che, scoprirò alla fine, arricchisce il gusto del mio parfè). Aggiungo un cucchiaio di acqua per farlo
    caramellare e, quando è pronto, unisco le mandorle pelate, mescolo velocemente e spengo il fuoco. Verso il tutto su un
    piano di marmo che ho unto con poco olio e stacco subito le mandorle fra loro con un cucchiaio. Aspetto che si
    raffreddino, poi le trito in un mortaio (usatelo se volete godervi fino in fondo tutti i passaggi di questa antica
    ricetta, altrimenti va bene anche il frullatore). Lavoro insieme i tuorli e altri 100 g di zucchero, quindi aggiungo le
    mandorle tritate e un paio di gocce di essenza di mandorle amare. é un aroma che trovate senza problemi in flaconcini
    nel reparto pasticceria di qualsiasi supermercato.
    Preparo la panna e gli albumi a neve
    Adesso monto la panna fresca con poco zucchero a velo. La aggiungo al composto e
    amalgamo bene. Sbatto anche gli albumi con le fruste elettriche e li incorporo (il trucco per non sgonfiare la "neve" è
    sollevarla delicatamente con un cucchiaio, senza girare né sbattere). Verso tutto in uno stampo da plum cake, infilo
    nel freezer e prego che venga bene. Speranza esaudita! Dopo 6 ore è perfetto, proprio come dice il nome. E sono
    soddisfatta: è stato tutto anche più facile del previsto. Mentre aspetto che si ammorbidisca preparo la salsa al
    cioccolato che accompagna il dolce. Mescolo in un tegamino il cacao amaro in polvere, un cucchiaino di zucchero e mezzo
    di maizena. Poi aggiungo una tazzina di acqua e una di caffè ristretto, continuando a rimestare con la frusta. Scaldo,
    faccio bollire per 3 volte, quindi tolgo dal fuoco e lascio raffreddare coperto, prima di guarnire il semifreddo.
    Giudizio unanime? Il commissario Montalbano aveva torto: il parfè non è "veramente bono", ma assolutamente sublime.

    di DONNA IN FORMA Riproduzione riservata