Caponata siciliana

5/5
  • Procedura 40 minuti
  • Persone 4
  • Difficoltà facile

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Caponata siciliana


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    Preparazione

    1) Mettete a bagno l'uvetta in acqua tiepida. Tagliate le melanzane a tocchetti e mettetele in un colapasta, cospargetele di sale e lasciatele riposare per almeno mezz'ora. Pulite i peperoni eliminando picciolo, semi e filamenti bianchi, lavateli, asciugateli e tagliateli a pezzetti; pulite il sedano e dividetelo a bastoncini.

    2) Asciugate le melanzane e mettetele in una padella antiaderente con 4-5 cucchiai di olio extravergine d'oliva insieme ai peperoni e al sedano e fatele friggere finché saranno dorate. A mano a mano che saranno pronte, scolatele su carta assorbente. Scottate i pomodori perini maturi in acqua bollente, spellateli, eliminate i semini e tritate la polpa.

    3) Nell'olio rimasto nel recipiente fate appassire la cipolla affettata, unite poi i pomodori tritati e, dopo 5 minuti, anche le olive snocciolate, 1/2 bicchiere di aceto, 1 cucchiaino di zucchero, i pinoli, i capperi, l'uvetta strizzata e perveloce ultime le verdure fritte. Salate, pepate e cuocete su fuoco medio per 10 minuti. Servite la caponata siciliana tiepida o fredda.


    La caponata è un piatto tipico siciliano che tradizionalmente si serve come antipasto freddo o tiepido. Volendo, potete prepararla in anticipo (o in una certa quantità in modo da poterla utilizzare più volte), sistemarla in un contenitore ermetico e conservarla in frigorifero. Resiste bene anche per 3 giorni. Naturalmente, prima di portarla in tavola dovete tenerla fuori dal frigo per un paio d'ore.

    La caponata siciliana è una cosa seria, soprattutto per i siciliani, ne esistono in realtà diverse varianti e nel ‘700 veniva servita come piatto unico accompagnato dal pane. Il nome “caponata” in origine indicava un pesce. Infatti rappresentava il companatico che le donne davano ai loro mariti pescatori. I più poveri non potevano permettersi di mangiare pesce e lo sostituivano con le melanzane. Ecco da qui l’origine del nome.

    La melanzana utilizzata dovrebbe essere quella oblunga e soda, detta anche la “violetta di Palermo” con una consistenza meno spugnosa di quelle tonde che, oltre ad avere una polpa densa e compatta, dovrebbe non assorbire troppo olio durante la cottura. Le melanzane, i pomodori, le cipolle e i peperoni creano un mix di colori e profumi che caratterizzano proprio questo piatto rendendolo unico nel suo genere. L’uvetta e i pinoli conferiscono alla pietanza quel tocco in più che la rende prelibata e super gustosa. Semplice e appetitosa, la caponata siciliana si presta a essere gustata anche come contorno o a essere utilizzata come originale condimento per la pasta.

    di GUIDA CUCINA Riproduzione riservata