1/7 – Introduzione

Se state pensando che i vini sono tutti uguali, e se credete che, per ciascuna occasione può andare bene qualsiasi tipo di vino basta che si beva, e se ancora credete che l’unica caratteristica di ciascuno sia il sapore e colore, c’è veramente il bisogno di certe delucidazioni maggiori sulla classificazione dei vini! Ecco che in tale tutorial vi spiegheremo come classificare i vini. Buona lettura!

2/7 Occorrente

3/7

Dovrete subito distinguere una cosa importante, che sono due categorie principali, che dovrete chiamare tramite l’uso di abbreviazioni oppure chiamati anche acronimi, e più precisamente “V. C. C.” che sono i vini di consumo corrente; “V. Q. P. R. D.”: vini di qualità prodotti in determinate regioni. Queste categorie, a loro volta, contengono internamente, delle sotto categorie, che raramente compaiono mediante sigla, sulle etichette dei vini. Per quanto riguarda i vini di consumo corrente, la sigla invece è la seguente: “V. D. T.”: vini da tavola, e “I. G. T.” che significa indicazione geografica tipica.

4/7

Nella sezione dedicata ai vini di qualità prodotti in regioni determinate, potrete trovare invece compresi i vini “D. O. C.”, cioè denominazione di origine controllata; ed i “D. O. C. G.” che significa denominazione di origine controllata e garantita.
Ora andremo a spiegarvi in maniera più dettagliata, ciascun vino singolo, che appartiene alle categorie suddette. I vini “D. O. C. G” appartengono a tal categoria, quei vini che arrivano da aree geografiche molto ristrette. Le procedure per la coltivazione, raccolta e lavorazione del prodotto, sono maggiormente ancora rigorose rispetto a quelle per i vini” D. O. C”. Il consorzio di produzione, dovrà infatti essere autorizzato dal Ministero delle Risorse Agricole, a vigilare in modo che tutte le direttive possano essere eseguite con massimo scrupolo, oltre che ad essere garante. Un vino a denominazione controllata diventa un “D. OC. G”, quando saranno passati 5 anni circa, e questo periodo dovrà essere raggiunto da un certo prestigio internazionale, implicando i parametri qualitativi, maturati nel tempo per diverse ragioni. Anche tali vini dovranno essere sottoposti ad esame organolettico, specialmente quando vengono imbottigliati. Quasi come ultima cosa occorrerà la degustazione da parte di una commissione adeguata, che ne decreti la qualità, perciò l’approvazione per denominazione opportuna.

5/7

I vini “I. G. T” appartenenti a tal categoria, provengono da regioni o aree ben precise, rispetto a quelli da tavola. I controlli in questo senso sono maggiormente marcati, e sarà possibile, se non opportuno, riportare le informazioni che occorrono sull’etichetta della bottiglia, relativamente all’annata ed ai vitigni.”V. D. T” significa che l’uva di questi vini arriva dal paese riportato sull’etichetta. Non ci sono vincoli particolari, oppure restrizioni in merito alla zona oppure all’area di provenienza. Non c’è obbligo di riportare in etichetta i dati relativi ai vitigni né all’annata; questa mancanza però, non dovrà essere considerata come sinonimo di scarsa qualità.

6/7

“D. O. C”: taluni vini provengono da aree geografiche ben ristrette e con vocazione vinicola speciale. Per la coltivazione e la produzione di vini successiva di origine controllata, occorrerà seguire precise linee guida in maniera molto rigorosa, che devono essere approvate da decreto ministeriale. I vitigni dovranno appunto essere autorizzati alla coltivazione; la raccolta dell’uva deve avvenire tramite procedimenti determinati, ed in fasi specifiche. Lo stesso discorso sarà fatto per la lavorazione del prodotto; sarà d’obbligo la degustazione, così come il tasso di gradazione alcolica, dovrà essere controllato.
Il vino “D. O. C”, verrà sottoposto infine ad un esame organolettico, che ne certifichi la qualità, in base ai requisiti richiesti.

7/7 Consigli