Carne bianca

Carni bianche: quali sono e quanto e come mangiarle

Quali tipologie comprende la definizione di "carne bianca"? Quante volte a settimana dovrebbe essere consumata? Che differenza c'è con la carne rossa? Risponde l’esperta

Carni bianche: le informazioni utili

La carne bianca è generalamente considerata più salutare e dietetica rispetto alla carne rossa. Questo perché ci fornisce un ottimo apporto di proteine, ma è anche più povera di grassi rispetto alla carne rossa, e per questo la si può inserire nel menu anche 3 volte a settimana.

In questo articolo andiamo a scoprire tutte le informazioni utili sulla carne bianca: dalle sue caratteristiche a quanto spesso mangiarla. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Monica Giuffrè, nutrizionista presso l’unità di Chirurgia Generale e Bariatrica dell’Istituto di Cura Città di Pavia.

Che differenza c’è tra carne rossa e carne bianca?

«Tutte le carni sono fonti di zinco, potassio, magnesio e vitamine del gruppo B. Sono ricche di proteine nobili, essenziali per il nostro organismo, e apportano mediamente 20g di proteine per 100g – spiega l’esperta – La carne rossa ha un contenuto di ferro maggiore di quella bianca, anche se per alcuni tagli non è così: per esempio la coscia di pollo ha un contenuto di ferro praticamente simile alla lombata. La concentrazione di grassi invece risulta inferiore nella carne bianca, che oltre a risultare più morbida e digeribile, è anche più magra di quella rossa».

Cosa si intende per “carne bianca”?

«La carne si definisce “bianca” quando ha un basso contenuto di mioglobina, ovvero quella proteina presente nei muscoli degli animali per il trasporto di ossigeno. La concentrazione di mioglobina è proporzionale all’età dell’animale e agli sforzi muscolari che essi devono compiere» prosegue l’esperta.  

Nello specifico, le carni bianche comprendono quelle di coniglio, di pollo e di tacchino, che sono animali da cortile, quelle di suino e infine quelle di agnello e di vitello, in quanto animali giovani.

La carne di suino è in realtà considerata una sorta di via di mezzo: nonostante il suo colore chiaro, il contenuto di mioglobina è paragonabile a quello della carne rossa.

Elenco carni bianche

Riassumendo, le principali carni bianche sono:

  • Pollo
  • Tacchino
  • Coniglio

Da considerarsi carni bianche per le loro caratteristiche nutrizionali anche:

  • agnello
  • vitello

Questo in quanto animali giovani.

Quale e quanta carne rossa mangiare?

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Quale carne bianca è meglio mangiare?

«Tutte le carni bianche sono ricche di proteine nobili e di ferro. Nelle diete ipocaloriche si consiglia il consumo di coniglio, pollo e tacchino perché hanno un basso contenuto di grassi con una piccola percentuale di colesterolo – spiega la dottoressa Giuffrè – La carne dell’agnello invece è più grassa così come quella di suino, ma in tal caso bisogna fare attenzione alla scelta dei tagli».

Quante volte alla settimana mangiare carne bianca?

«In una dieta equilibrata, la carne bianca può essere consumata 3 o 4 volte a settimana, prediligendo pollo e tacchino che risultano essere più magre» afferma l’esperta.

Il contenuto calorico di queste tipologie di carne infatti rimane basso (mediamente 100-110 cal per 100g), un computo che sale se si parla invece della carne di agnello, che contiene 150 cal ogni 100g.

«Nella scelta della carne di suino poi, è bene preferire i tagli magri come l’arista o le braciole, mentre le salsicce e gli insaccati sono più grassi quindi vanno consumati non più di 2 volte alla settimana. Bisogna fare attenzione però alla preparazione del piatto» aggiunge la dottoressa Giuffrè.

Come cuocere la carne bianca

«In ogni caso è consigliabile la cottura alla piastra o al forno o al vapore per preservare le proprietà nutritive dell’alimento nonché per ridurre l’utilizzo di condimenti – risponde l’esperta – Le carni di pollo e tacchino devono essere private della pelle che è la parte più grassa, contenente colesterolo. Vanno accompagnate con verdure crude o lessate condite con olio e spezie, senza eccedere con burro, salse e sale».

Perché la carne bianca fa bene

«La carne bianca apporta proteine nobili, fondamentali per la struttura e il funzionamento dei tessuti e degli organi umani. Nonostante sia di colore chiaro poi, la carne bianca è una buona fonte di ferro: 100g di pollo o di tacchino apportano 1,5 e 2,5 mg di ferro, pertanto è indicata nella dieta di chi soffre di anemia sideropenica».

Grazie al ridotto contenuto di lipidi poi, la carne bianca è consigliata nelle diete ipocaloriche, per chi vuole dimagrire e per chi soffre di malattie cardiovascolari e deve abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

«Il tessuto connettivo molto sottile, infine, rende la carne bianca più digeribile e facile da masticare, quindi è consigliata nell’alimentazione di bambini e anziani, anche perché è ricca di vitamina B12 e sali minerali» conclude l’esperta.

Riassumendo, ecco i principali benefici della carne bianca:

  • è ricca di proteine
  • è una buona fonte di ferro
  • è poco grassa
  • è molto digeribile
  • è ricca di vitamina B12 e sali minerali

Regole alimentazione equilibrata

Il consumo di carne bianca va inserito in un regime alimentare sano ed equilibrato, indispensabile per proteggerci da ogni forma di malnutrizione, così come da patologie quali diabete, malattie cardiovascolari, ictus e tumori.

Come esplicitato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, affinché il regime alimentare possa essere considerato completo ed equilibrato, è bene che preveda:

  • almeno 5 porzioni (ovvero 400 grammi) di frutta e verdura al giorno;
  • un ridotto consumo di zuccheri liberi, ovvero di quegli zuccheri aggiunti durante la lavorazione di cibi o bevande, o naturalmente presenti in alimenti quale miele, sciroppi e succhi di frutta;
  • un ridotto consumo di grassi, e soprattutto di grassi saturi, presenti in alimenti quali burro, olio di palma e di cocco, panna, formaggio, burro chiarificato e strutto, e di grassi trans, contenuti in alimenti industriali, snack, cibi fritti, torte, biscotti e margarine;
  • un ridotto consumo di sale, che dovrebbe essere preferibilmente iodato e assunto in una quantità minore a 5 grammi (pari a circa 1 cucchiaino) al giorno.
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