Latte di pecora proprietà

Tutto ciò che non sai sul latte di pecora

È buono, fa bene e può arricchire i nostri manicaretti: ecco tutto quello che c'è da sapere sul latte di pecora

Latte di pecora

Il latte di pecora è un buon modo per ampliare le nostre scelte alimentari, sia dal punto di vista aromatico, gustativo sia per assicurarci una maggiore biodiversità alimentare. È perfetto se facciamo sport: la qualità delle sue proteine è altissima. È utilissimo in cucina se siamo amanti del brunch: prendi nota della ricetta dei pancakes.

Insomma, se sei abituata a pensare al latte di pecora solo come ingrediente base di tanti formaggi, sappi che si può consumare anche come bevanda come alternativa al latte vaccino. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul latte di pecora.

Proprietà: valori nutrizionali e calorie

Anche il latte di pecora, come quello vaccino, è ricco di proteine e calcio, subito a disposizione del nostro organismo. Nel latte di pecora questi nutrienti sono presenti in quantità superiore rispetto al latte vaccino: le proteine arrivano a segnare una media del 70 per cento. Inoltre, contengono una composizione più ricca degli amminoacidi essenziali, in modo particolare fosforo e zinco, grande alleato della salute di unghie e capelli. Bere latte di pecora ci dà più energia.

Attenzione ai grassi: il latte di pecora ne ha in quantità maggiore, anche saturi. Per cui è preferibile bere la versione parzialmente scremata. Questa maggior presenza di “sostanze solide”, ovvero proteine, minerali e lipidi, offre un vantaggio di tipo sensoriale: rende infatti il latte di pecora più viscoso rispetto a quello vaccino, una proprietà che i nostri sensi traducono in una percezione di maggior cremosità.

L’apporto energetico di 100 grammi di latte di pecora è pari a circa 100 kcal, dovute per oltre la metà ai grassi contenuti. Quello parzialmente scremato arriva a 60 kcal, con un apporto di grassi paragonabile a quello del latte vaccino anch’esso parzialmente scremato.

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Quanto latte di pecora posso bere?

Come per qualsiasi altro alimento, non bisogna strafare. «Il principio fondamentale da tener sempre presente è che è la dieta complessiva a dover essere varia ed equilibrata: anche le quantità di latte, e di latte di pecora in particolare, vanno quindi viste in questa ottica», spiega Antonella Losa biologa nutrizionista e divulgatrice scientifica

«Detto questo – continua l'esperta – se per l’adulto le linee guida per una sana alimentazione del CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) suggeriscono tre porzioni da 125 millilitri/grammi l’una di latte o yogurt al giorno, con il consiglio di preferire prodotti parzialmente scremati, non c’è motivo per non pensare che una o più di queste porzioni possano provenire dal latte di pecora nella versione a ridotto contenuto di grassi». Insomma, se ti piace, quando lo desideri, puoi godertelo.

Nel latte di pecora c'è il lattosio?

Chi è intollerante o allergico al lattosio è perennemente alla ricerca di un'alternativa al latte di mucca. Questa non è purtroppo rappresentata dal latte di pecora, che contiene a sua volta lattosio, anche se in quantità più ridotte rispetto al latte di mucca. Per questo non è consigliato a chi ha problemi con il lattosio, che dovrà piuttosto scegliere un latte vegetale.

Gli effetti collaterali

Col latte di pecora bisogna far attenzione ai grassi. Gli esperti suggeriscono di preferire quello parzialmente scremato. Questo alimento va inserito all'interno di una dieta variegata, adatta alla propria età e al proprio stato fisiologico. Fatte queste premesse, il latte di pecora può essere consumato senza rischi proprio come il latte vaccino.

Come usarlo in cucina

È buono, fa bene e in cucina può fare la differenza soprattutto per chi fa sport o ha bisogno di un importante apporto proteico. Il latte di pecora rappresenta un sorprendente alleato e può essere utilizzato come alternativa al latte vaccino per il cappuccino, oppure per la preparazione di pancakes, perfetti per il brunch.

«Quella del brunch è infatti un’abitudine che negli ultimi anni si è imposta, quasi a prendere il posto del tradizionale pranzo della domenica soprattutto tra i più giovani, e prevede un mix di piatti dolci e salati – spiega il team qualità Girau, unico produttore italiano di questo alimento, che propone la propria versione salata delle famose frittelle, fatte utilizzando nell’impasto lo yogurt bianco di pecora, da condire poi con il formaggio fresco spalmabile e il prosciutto cotto. Un'altra soluzione per un brunch diverso dal solito è il porridge salato realizzato con latte e yogurt bianco di pecora. Un'alternativa da provare è lo tzatziki con yogurt di pecora, che avrà un gusto ancor più mediterraneo

Latte di capra e latte di pecora: le differenze

A parte l'animale che lo produce, le differenze tra il latte di capra e il latte di pecora riguardano sia il profilo nutrizionale sia il gusto e la digeribilità. Il latte di capra è un latte con un profilo nutrizionale molto simile a quello vaccino da un punto di vista quantitativo. Di conseguenza l’apporto energetico e dei nutrienti è molto simile. E’ un latte caratterizzato però da un gusto molto deciso e che, probabilmente per alcune sue caratteristiche qualitative, risulta più tollerato e più digeribile.

Il latte di pecora è invece un latte che in partenza è più grasso e più proteico rispetto a quello caprino e a quello vaccino. Per questo si propone la versione parzialmente scremata in cui la quantità dei grassi viene standardizzata ai livelli contenuti in un classico latte parzialmente scremato. Si valorizza invece il contenuto proteico, di altissima qualità, che viene lasciato intatto e costituisce il vero valore aggiunto di questo latte.

Inoltre c'è un aspetto green a non sottovalutare. Sia il latte di capra che quello di pecora vengono percepiti come delle tipologie di latte più sostenibili in quanto gli allevamenti sono meno impattanti e richiedono un minore utilizzo di risorse.

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