Tartufo nero

Sfoglia la gallery e scopri i 5 errori da evitare gustando il tartufo

Come cucinare il tartufo: 5 regole d’oro

Le regole per cucinare il tartufo e gli errori da evitare per sfruttare al meglio le sue caratteristiche e gustarlo tutto l’anno

Si sa, l'autunno è una stagione di prelibatezze culinarie e tra funghi, castagne e zucche, lungo tutto il paese, si moltiplicano le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo, il prelibato fungo conosciuto sin dall’antichità a cui i Babilonesi attribuivano persino proprietà afrodisiache.

Tartufo: fungo o tubero?

Alcuni lo chiamano fungo, altri tubero ma cos'è il tartufo esattamente? Ebbe il tartufo è un fungo, in particolare un fungo ipogeo, ovvero un fungo che cresce sottoterra. La cosa che può trarre in inganno i meno esperti è il fatto che questo tipo di fungo appartiene alla famiglia delle tuberaceeche però non significa tuberi, ma identificano una specie di fungo sotterraneo con il corpo a forma di tubero.

La stagione giusta per il tartufo

Bianco e nero, il tartufo è capace di dare una marcia in più anche alle ricette più semplici, grazie al suo aroma inconfondibile. Eppure in pochi sanno che le specie principali sono ben 9 in Italia, di pregio diverso e dal costo non sempre contenuto. Ogni anno grande è l’attesa per l’apertura (in autunno appunto) della stagione del tartufo bianco, anche se in realtà è possibile trovare tartufi tutto l’anno grazie alle diverse specie e stagionalità...e anche grazie all'online!

Ma una volta acquistato un ingrediente così delicato, raro e pregiato è indispensabile farne un uso il più possibile consapevole. Chi lo ama si sarà chiesto molte volte come trattarlo nel modo giusto. Per questo motivo Vente-privee, ecommerce online che propone, fra gli altri, un’accurata selezione di produttori italiani di tartufi, ha chiesto a Savini Tartufi, azienda toscana esperta del settore da ormai quattro generazioni, qualche consiglio. Sfoglia la gallery e scopri i 5 errori assolutamente da evitare per gustare il tartufo, valorizzando al meglio le sue caratteristiche.


Mai lavare il tartufo

1. Mai lavare il tartufo con l'acqua!

Il tartufo soffre molto l’umidità, bisogna perciò stare attenti a non metterli mai a bagno. Per pulirli è, infatti, sufficiente utilizzare uno spazzolino morbido. 

Non toccare troppo il tartufo

2. Non toccarlo troppo

Essendo un prodotto estremamente delicato e composto per circa l’80% da acqua, perde le sue proprietà facilmente, se stressato eccessivamente. Attenzione quindi anche in fase di pulitura.

Non dimenticare il tartufo in frigorifero

3. Non abbandonare il tartufo in frigorifero

Il tartufo bianco si conserva fino a 5 giorni mentre quello nero per due settimane circa. L'ideale è conservarlo in frigorifero, avvolto nella carta traspirante e preferibilmente all’interno di un contenitore in vetro per evitare che il suo penetrante profumo venga assorbito dagli altri alimenti.

Unica accortezza: cambiare la carta tutti i giorni per eliminare l’umidità in eccesso che potrebbe farlo ammuffire. E’ perciò preferibile consumarlo velocemente, così da mantenerne inalterato l’inconfondibile sapore e profumo.

Non utilizzare il tartufo freddo

4. Non utilizzare il tartufo freddo

Il tartufo sprigiona al meglio tutto il suo aroma grazie al calore delle pietanze a cui viene aggiunto. Meglio, pertanto, toglierlo dal frigorifero almeno un’ora prima di cucinarlo, così da utilizzarlo a temperatura ambiente.

Non cuocere il tartufo

5. Non cuocere il tartufo

Il tartufo bianco, essendo più delicato, non va mai cotto perché perderebbe tutte le caratteristiche che lo rendono tanto gustoso. Si consuma perciò sempre a crudo tagliandolo a lamelle sottilissime con l’apposito affetta-tartufi. Vista l’intensità del suo profumo ne bastano dai 3 ai 5 grammi per aromatizzare piatti caldi e freddi.

Il tartufo nero invece sprigiona il suo aroma attraverso un’esposizione più prolungata al calore: per gustarlo al meglio è quindi opportuno tagliarlo con una particolare grattugia multi-lama e passarlo direttamente in padella a fine cottura, scottandolo per 30 secondi senza mai soffriggerlo o rosolarlo.

Riproduzione riservata